MONTESPERTOLINO
Montespertoli aveva le colline, il Chianti e la sua storia. Mancava un posto che li raccontasse insieme. Montespertolino è quel posto: un’identità e un sito costruiti da zero per le storie, gli eventi e i prodotti del paese.
Visita montespertolino.it ↗
Un blog c’era. Un’identità no.

Il brief era un posto solo per tutto quello che succede a Montespertoli. Un vecchio blog WordPress conteneva cinque articoli. Tutto il resto, dal nome sullo schermo ai colori, era da decidere.
Quasi tutto quello che succede a Montespertoli succede in pochi fine settimana l’anno. Un sito fatto solo di eventi sembrerebbe abbandonato tra una festa e l’altra.
Chi organizza un viaggio nel Chianti cerca in inglese. Un sito in una lingua sola non lo raggiungerebbe mai.
La storia locale passa di bocca in bocca, e ogni racconto aggiunge un dettaglio. Un articolo che nessuno può verificare è una diceria impaginata.
La prima versione della hero disegnava le colline in tempo reale con WebGL. Su una Intel Iris Xe ogni fotogramma richiedeva 80 ms e la pagina non si poteva usare.
I colori erano già di Montespertoli. Gli abbiamo dato un nome.

Un’identità dal foglio bianco
Un logotipo, una mascotte e una chiave, in Verde Chianti e Giallo Sole. La mascotte è il sole con una chiave e un calice in mano, ed è identica ovunque compaia.
Il sole tramonta mentre scorri
Le colline sono disegnate una volta sola e restano ferme. Scorrendo, il sole scende dietro di loro, il titolo affonda e sorge una domanda. Ogni fotogramma ora richiede 17 ms invece di 80.
La stessa scena a ogni misura
Titolo e domanda sono stati misurati su 18 formati di schermo, da 320×568 a 2560×1080. Su ognuno restano sopra la cresta.

La storia con le sue fonti
I tre articoli di storia si chiudono con le fonti, linkate. Le foto prese da Wikimedia Commons riportano autore e licenza sotto l’immagine.

Da Instagram al sito
Prima sono nati i caroselli di Instagram. Il sito ne conserva le barre del titolo, il badge inclinato di 14 gradi e la mascotte.
Montespertoli aveva già tutto. Ora ha un posto dove raccontarlo.

«Non dovevamo inventare un territorio. Dovevamo dargli una voce che si riconosce, da Instagram al sito.»








